La calcinazione è un trattamento termico di un composto chimico solido mediante il quale il composto viene portato a una temperatura elevata senza fondere, sotto una fornitura limitata di ossigeno ambientale (cioè la frazione gassosa di O2 nell’aria), generalmente allo scopo di rimuovere impurità o sostanze volatili e/o per provocare la decomposizione termica.
La radice della parola calcinazione si riferisce al suo uso più noto, che è quello di rimuovere il carbonio dal calcare (carbonato di calcio) tramite combustione per ottenere ossido di calcio (calce viva).
Tuttavia, nelle applicazioni con vetro, silice, quarzo o fibre di allumina, la calcinazione si riferisce alla rimozione del ‘Size’, talvolta chiamato ‘finish’, che è spesso un’amido applicato al filato per conferirgli maggiore struttura e stabilità durante la lavorazione.
Pur rappresentando solo una piccola frazione del prodotto, questi size o finiture organiche possono in alcune applicazioni critiche risultare indesiderabili.
Perciò, questi tessuti ad alta temperatura vengono calcinati per rimuovere solo la finitura, ma non in misura tale da compromettere le proprietà prestazionali della fibra.
Le fibre di quarzo e allumina sono quelle più comunemente sottoposte a questo processo, dato che sono utilizzate in applicazioni critiche nell’industria aerospaziale. Clicca qui per esempi di feltri di quarzo che sono stati calcinati.
Alcune fibre di vetro vengono trattate termicamente per un periodo limitato semplicemente per carbonizzare la materia organica. Ciò provoca la caramellizzazione e l’abbronzatura della fibra. Ha anche l’effetto desiderato di ‘fissare’ leggermente i filati per una maggiore rigidità. Clicca qui per esempi di tessuti di vetro caramellizzati.

